21 Maggio 2010 17.35

Il firmware cattivo di PS3

Le console non sono PC: il tabù Linux

Pochi giorni fa, con l’ultimo aggiornamento da installare del firmware di Playstation 3, l’utenza “smanettona” (attenzione a non considerare questa accezione come negativa) si è vista, di colpo, vietare l’utilizzo di Linux sulla console Sony.
Un fulmine a ciel sereno, che, di fatto, elimina la possibilità di godere di funzioni multimediali extra con il sistema operativo gratis migliore di sempre.
Il motivo? Più che sufficiente per Sony, visto che poco tempo fa un ragazzo ha sapientemente raggirato le protezioni della console per poter avere virtualmente la possibilità di giostrarsi all’interno del firmware di PS3 tramite il noto sistema operativo.
Detto in soldoni: era forte il rischio della pirateria, nota piaga del mercato vide ludico (ma non solo) che ancora non è riuscito a raggirare le ottime protezioni della console che legge i Blu-Ray.
Il fatto porta ad una considerazione: le console non sono i PC. Il mercato dei PC è stato, e rimane, un’oasi tecnologia prettamente manipolabile dall’utenza che sa programmare. Programmi freeware, codici sorgente messi a disposizione di chiunque voglia migliorare un qualsiasi programma, espansioni e chi più ne ha ne metta.
Il mondo delle console, sebbene ultimamente abbia voluto far credere, erroneamente, che potesse offrire le possibilità infinite del mondo dei PC, è, e rimane, un mondo chiuso, fatto di tabù giustificabili con gli interessi del produttore della macchina fatta per giocare.
Attualmente possiamo vedere Divx, DVD, Blu-Ray ed usare pennette USB, sfogliare le immagini ed ascoltare la nostra musica mentre consultiamo il nostro profilo su Facebook con le nostre console, ma dietro di noi utenti c’è sempre la lunga ombra censoria di Sony, in questo caso, come di Nintendo e Microsoft.
Multimedialità si, ma anarchia no. D’altronde Sony stessa si difende affermando che per evitare che sulla sua creatura tecnologica venga fatto girare software illegale, ha tutti i diritti di censurare il mezzo che lo consenta. Stavolta la vittima è Linux.
Spezziamo una lancia a favore di Sony: è normale che tenga ai suoi profitti e neghi la possibilità di piratare la sua console. Il rammarico resta pensando ai tanti, tantissimi, utenti che non avevano la minima idea di usare Linux come escamotage per far girare software illegale, ma volevano solo godere di una possibilità in più per sfruttare il suo computer chiamato Playstation 3.
Errore visualizzazione video
Ora, dopo questo editto di Sony, la Playstation 3 tornerà ad essere solamente una potente, versatile e multimediale, console che fa girare giochi e permette di navigare su internet e fa vedere film in alta definizione.
 

A cura di Alucardj - PlayNow.it

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