The Legend Of Zelda: Twilight Princess è un episodio particolare, per due distinti motivi: il primo,  perché, almeno su Wii e Gamecube,  abbandona lo stile grafico particolare e dai tratti fanciulleschi che aveva fatto la fortuna (nonché diviso in due le opinioni dei fan della serie) dell’episodio precedente intitolato The Wind Waker; il secondo motivo invece, perché questa nuova avventura, sebbene sia destinata anche al Wii, fu in pratica concepita in tutto e per tutto per il Gamecube.  
Un nuovo Zelda dunque solo a metà, almeno per quanto riguarda la versione per la console dotata di Wiimote, che sfoggia, rispetto ala classica versione per Gamecube, l’opzione per i televisori 16:9 ed adatta i particolari comandi della console a diverse azioni di gioco. Non credo di essere sicuro che però tutto ciò possa inficiare lo splendido giudizio relativo al gioco in questione… 
Tante parole e tanti elogi sono strati spesi da diversi anni su tutti gli episodi di Zelda creati da Nintendo: le atmosfere di gioco, il gameplay spesso ostico ma incredibilmente divertente, la personalità dei personaggi con cui comunichiamo all’interno dell’avventura e, cosa ancora più importante, la particolare affezione che si crea con tutto il mondo e le atmosfere di gioco. 
Non è facile dunque scrivere un articolo che possa raccontarvi cose nuove rispetto a questa importante saga del mondo dei videogiochi, o comunque non è facile che il tono della recensione possa allontanarsi da un generale atteggiamento a dir poco entusiasta. 
Anche questo Twilight Princess soffre della medesima sorte che in pratica tutti gli episodi di Zelda hanno in comune: l’eccellenza. The Legend Of Zelda: Twilight Princess è un altro tassello che riempie e descrive ancor di più l’arabesco firmato Nintendo, un arabesco fatto di profondo talento e passione per una storia nuova da raccontare, una nuova avventura in cui far immergere i giocatori, un’altra volta e senza paura che si creino scomodi déjà vu; questi ultimi servono solamente per tenere viva la leggenda di questa saga immortale. 
Il protagonista ha ancora le fattezze di Link, questa volta dotato di una grafica, come descrivevo all’inizio dell’articolo, lontana da quella dell’ ultimo episodio comparso su Gamecube. Ora i poligoni che compongono il vasto mondo di gioco vogliono che quest’ultimo sia si fantastico, ma più realistico nei suoi tratti. Il protagonista che dovrà salvare il suo mondo, o quello di tutti coloro che giocheranno a questa nuova avventura, avrà dei tratti giovani, ma anche maturi, e comunque incredibilmente distanti da quelli di un bambino o di un ragazzo con pochi anni sulle spalle. 
Il nostro eroe non sarà soltanto umano, ma anche un animale; avete capito bene: per molte ore di gioco il nostro alter ego, il nostro eroe poligonale diverrà un lupo, animale fiero che non potrà rinunciare a questa forma all’interno del mondo oscuro e privo di colori che dovremo, per l’appunto, salvare e far tornare alla normalità. 
L’eccellenza di questo prodotto prende però una nuova forma di controllo sul Wii: dotati di Wiimote e Nunchuk potremo, con quest’ultimo, muovere il nostro personaggio, mentre con il Wiimote, fra le altre cose, mirare liberamente con la fionda, pescare all’interno del gioco, sguainare la spada ed agitarla per colpire i nemici. 
Sebbene i controlli siano stati in pratica adattati al nuovo Wii, durante il gioco non si riesce a carpire una forzatura di questi ultimi, tranne forse, agli inizi, quando agiteremo il Wiimote per colpire i nemici. L’azione sarà forse un po’ meccanica all’inizio, anche se con il procedere del gioco, il Wiimote prenderà all’interno della nostra fantasia le fattezze della spada del protagonista, facendo dimenticare i piccoli e comunque sensibili movimenti atti ad agitare l’arma. 
Prendere fisicamente la mira con il telecomando invece sarà uno spasso, specialmente  quando riusciremo ad ottenere le classiche frecce con il conseguente arco. Tendere l’arco sarà un’azione sottolineata dal piccolo speaker del Wiimote, per generare ancora più emozione. 
Per il resto Zelda: The Twilight Princess è un gioco che definire semplicemente “gioco” è decisamente riduttivo; le campagne rischiarate spesso dal vivido sole oppure il sole che si adagia tramontando su di un fiume virtuale sono momenti che hanno il sapore di una vera e propria poesia, questa volta però scritta con la penna ed il foglio sostituiti da Wiimote ed il nostro schermo.Le cavalcate in sella al nostro cavallo poi scandiranno momenti ludici ancora più alti e spesso romantici ed emozionanti.  
Non ho il coraggio di affermare che la grafica, splendida nella sua realizzazione per un gioco del Gamecube, ma innegabilmente ottima anche sul nuovo Wii, non si concederà all’alta definizione, e forse sarà priva di qualche dozzina di poligoni in meno rispetto alle nuove console concorrenti come la Playstation 3 e l’Xbox 360; mi manca il coraggio perché questi sono commenti aridi, inutili quando stai scrivendo un articolo su di un gioco che esprime il cuore dei programmatori Nintendo e tutta la loro passione per l’avventura, la fantasia ed il mondo animale. 
L’alta definizione questo gioco la esprime attraverso le emozioni di gioco, il divertimento che provoca all’interno dell’animo dell’utente che magari pensa di aver visto e giocato tutto, oppure dello spettatore casuale che non può esimersi dal fare commenti positivi sugli splendidi colori che può ammirare sull’orizzonte caratterizzato dai dolci colori del tramonto che pare avvicinarsi sempre di più grazie alla velocità ed alla grazia della cavalcata di Epona.