Era inimmaginabile che Gears of War, milionario successo programmato da Epic per Xbox 360, non avesse un seguito. Gears of War 2, ad un anno dall’uscita del predecessore, approda di nuovo sulla console della Microsoft, cercando di regalare ore di divertimento, e, perché no, anche svelare alcuni retroscena appartenenti al canovaccio narrativo. Il franchise Epic, ovviamente, si presta a poche novità riguardanti il già perfetto gameplay. Anche stavolta impersoneremo il durissimo Marcus, e saremo accompagnati nella guerra contro le locuste dai soldati amici che già abbiamo conosciuto nella nostra prima avventura.
Si continua dunque a sparare all’impazzata, cercando di sfruttare le coperture degli scenari per evitare una morte rapida a causa del fuoco incrociato dell’esercito delle locuste. La grafica ha dovuto subire ben pochi ritocchi, ed il maggior passo avanti è stato fatto negli splendidi effetti di luce che si riverbera spesso sulle ingombranti armature dei Gears. Il lato tecnico sorprende, ma poco più in confronto del primo capitolo della serie. Quello che Epic voleva mostrare in questo seguito sono le gigantesche creature usate dalle orribili locuste per combattere, che potremo cavalcare anche noi per approfittare degli armamenti che indossano per vomitare fuoco e distruzione a volontà.
Anche i Gears sfoggeranno diversi veicoli da combattimento, opportunamente mostrati durante scenari in cui il giocatore dovrà difendere avamposti od addirittura la stessa marcia del carro armato futuristico. Dopo poche ore di gioco Epic svela quello che voleva far trasudare dalle loro idee: un gameplay variabile, che alternasse fasi a piedi e a cavallo di creature mostruose volanti, oppure dotate di zampe grandi il doppio di un elefante.
La missione di Epic funziona alla grande, ed il nome “Contra” riecheggerà spesso nella mente di tutti i fan del franchise Konami orfano di un capolavoro dai tempi del Super Nintendo. Il secondo proposito di Epic è quello di sviluppare una trama ben più solida, permettendo ai giocatori di accostarsi anche ad alcune vicende private dei protagonisti di gioco. Ecco che verremo a sapere che Dom, nostro caro amico di tante battaglie, è in ricerca della moglie, e farà deviare anche il percorso di gioco per poterla riabbracciare ancora viva. E non è ancora finita, perché farà la comparsa anche il padre di Marcus, misteriosamente coinvolto con i piani delle locuste.
Questo è Gears of War 2, un gioco con milioni di proiettili virtuali, ma con la voglia di far salire il lato emozionale del giocatore oltre l’adrenalina pura. Il gioco svela subito queste intenzioni, facendoci conoscere fin dai primi istanti di gioco Carmine, una recluta da poco coinvolta nella guerra ancora impaurita ed alle prime armi. E’ lui che sarà l’avventore di un Gears of War 2 più cinematografico e meno restio a svelare che sotto le corazze poligonali di Marcus e gli altri Gears batte un cuore. Non mancheranno nemmeno diversi atteggiamenti affettuosi (o presunti tali) di Marcus con Anya, la soldatessa con cui comunica via radio il nostro alter ego.
Missione riuscita dunque quella di rendere Gears of War 2 uno sparatutto violento, pieno di piombo e parolacce ma anche degno di sentimenti umani? Parzialmente, ma credo che Epic sappia che questo secondo capitolo doveva fungere da apripista per un capitolo finale (davvero credete che non venga prodotto?) che possa amalgamare nel migliore dei modi tutti questi ingredienti. Il dessert finale, che tutti speriamo di assaggiare non oltre il Natale del 2009, sarà il capitolo ultimo e più riuscito.